Sentirsi soli a primavera

23 Marzo 2020

E’ primavera, vorrei parlarvi di novità detox e trattamenti beauty, ma non ci riesco perché sono anche io nella morsa di questa epidemia o pandemia, che si voglia chiamare. Sentivo che qualcosa non andava, avevo intuito problemi all’orizzonte a lungo termine, perché già a inizio anno le premesse non erano magnifiche. Ma farsi prendere dalla tristezza e dall’ansia non aiuta. Cerchiamo di passare al meglio le nostre giornate, anche se isolati possiamo fare meglio. Una chiamata, più di un messaggio scalda il cuore e aiuta a tirare fuori le nostre paure e confrontarsi fa sempre forza ad entrambe le parti. Leggere è sempre una buona scelta, ma io in questo periodo non riesco a farlo, non riesco a concentrarmi. Funziona la maratona film, ma avendo un sacco di lavori arretrati, il tempo per riposarsi è sempre poco.
Cucino tanto, ascolto i Kiss e Grignani e la Nannini a tutto volume e quando il mio vicino accende la musica a sua volta mi sento meglio. Non credo di essere irrispettosa, perché al dramma del momento ci penso anche troppo e nel mio piccolo continuo con la mia vita cercando di lasciare gli altri in sicurezza, cosa che in realtà predico da tempo. Ora abbiamo un metro e mezzo di spazio nostro, ma non era meglio averlo anche prima? Invece di essere tutti inferociti, durante le code al super o dal dottore, dove ci si spintonava a vicenda? Dov’era la civiltà? Io trovo che l’avessimo persa da tempo e ora paghiamo un prezzo altissimo.
Ho seminato tutto quello che avevo in casa, un piccolo orto, una porzione di prato, qualche fiore. Cerco di stare all’aperto quando si può, avendo la fortuna di avere un giardino ampio. Creo pranzi e cena a tema, per cercare di dimenticare per qualche mezz’ora il dramma che stiamo vivendo e non mi sento in colpa.
La mia pelosa e i miei affetti sono di grande conforto, ma mi manca la libertà di poter fare, di poter decidere cosa fare ogni giorno. Ho sempre vissuto di piccole cose, e oggi che sono limitate al massimo è difficile scansare l’ansia. Mi mancano tutte le persone che fino a poche settimane fa mi riempivano le giornate. La mia vita e il mio lavoro sono fatti di persone e troncare di colpo è traumatico. Non ho mai amato troppo la solitudine, e ora più che mai non vedo l’ora di telefonare a qualcuno. In questo momento si fanno bilanci che non lasciano più spazio ai se e ai ma, almeno per me penso, cambieranno un po’ di cose appena terminato tutto questo dramma.
Dico sempre a tutti che la salute è la prima cosa, e io continuo a credere e a fare ciò che facevo prima, purtroppo al limite delle possibilità dettate dal momento.
Ho imparato a fare la pizza senza glutine, accettabile, meglio ad ogni nuovo impasto. La crostata con lemon curd e fragole è stata più facile di quanto pensassi e mi sfido ad imparare nuove ricette con quel che ho. La mia dispensa era ben fornita e ho la possibilità di variare grazie al grande numero di spezie, profumi e aromi che ho in casa. La natura che sta esplodendo in giardino fa il resto. Oggi ho cucinato pasticcio di ortiche e patate, ieri polpette con la borragine. Prendo spunto da quello che ho e cerco di fare al meglio. Se tutti lo facessimo saremmo meno malati e meno obesi. Io lo avrei fatto comunque, ma voi che state leggendo?
Vi lascio la ricetta della crostata senza glutine, perché è molto equilibrata e se leggete bene la ricetta potrete capire il mio modo di vivere in cucina questo periodo da trincea. Non sto limitando nulla, ma cerco nuovi equilibri per stare bene, come sempre. Se il burro c’è nella crema, alleggerisco la base. Se ho le fragole le metto, se ho l’ananas o il kiwi, piuttosto che l’uva ce li metto. Non si spreca nulla in questo periodo, date fondo alla fantasia e alla dispensa.

INGREDIENTI

Lemon curd

90 g zucchero integrale di canna da tritare finemente
2 limoni, succo e buccia
3 uova
90 g di burro

Frolla gluten free

220 farina (io ho mischiato riso integrale e amaranto, usate quella che avete)
50 ml latte vegetale ( io avevo avena in frigorifero)
40 g olio (io ho usato il mais perché avevo quello in casa)
50 g farina di mandorle
1 uovo (per fortuna ci sono le galline del papi!)
60 g zucchero di canna integrale
1 cucc di lievito
Scorza del limone

Per il lemon curd si metto gli ingredienti in una ciotola, con una frusta si amalgamano e poi si bassa alla cottura a bagno maria per circa 15’. L’importante è che l’acqua non arrivi mai a bollore. Una volta raffreddato mettete in frigorifero in una ciotola di vetro o farcite la torta.

Per la frolla impastate tutti gli ingredienti e lasciare riposare mezz’oretta in frigorifero. Quindi stendete la pasta su un foglio di carta da forno e mettetela 5 minuti in freezer. Nel mentre avrete riscaldato il forno a 180°.
Cuocete per i primi 10’ con la copertura di legumi secchi e gli altri 10 senza. Attenzione, deve dorarsi, non andate oltre altrimenti risulterà troppo dura.
Ora che avete guscio e crema, potete farcirla e decorarla come meglio credete!

 

La paura è in tutti noi, ma cerchiamo di allontanarla nel migliore dei modi. Cucinare è un modo per tenersi impegnati, ma il come fa la differenza! Non lo scordate e non scordatevi nemmeno le vostre patologie o i mesi di dieta fatti, basta poco per mandare tutto all’aria e dopo questo periodo di stress recuperare sarà più difficile!

Pregando che tutto possa risolversi e possiamo risvegliarci per creare una società nuova e più consapevole, sono certa supereremo questa primavera anomala, fatta di solitudine solo con la forza dell’unione!

 


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